Ma facciamo un po’ di fenomenologia, ché aiuti a capire di cosa esattamente stiamo parlando.
SUPEROMISMO – Caratteristica tipica maschile. Ti senti meno bello/apprezzato e capace di ottenere quel che vorresti con un solo slancio del pensiero. Hai un’idea di te distopica, vorresti essere il più interessante, bello, maledetto e pieno di opportnità del mondo. Aggiungiamo anche una bella sindrome di Peter Pan e siamo a posto. Ovviamente, resti frustrato dal fatto che NON SEI come vorresti essere, sei una creatura fallibile, invecchi come tutti e non sei più neanche così bello e affascinante come credevi di essere. Sei meglio che a vent’anni, ma paradossalmente adesso ti basta meno.
RIFIUTO DELLE RESPONSABILITA’ (E DELLA REALTA’) – Ah, la mia preferita. Non ti piace il tuo lavoro, vorresti cambiarlo. Però ti da da mangiare, mica niente. Hai 30 anni, non puoi campare d’aria o alle spalle dei tuoi genitori (oddio, c’è anche chi lo fa). Quindi ti tocca pedalare la bicicletta che hai voluto.
Non hai voluto studiare? Te ne stai pentendo? Beh è troppo tardi adesso. Accetta il fatto che nessuno si iscrive all’università a 30 anni col progetto di finire fra 15. Nessuno ha bisogno di un’altra laurea solo per far vedere che la sa lunga. Tanto nessuno ascolta quel che dici nel 90% dei casi.
Non hai voluto una famiglia, una relazione stabile. Ti sentivi in trappola. Bene. Adesso sei solo, o comunque ti senti solo anche quando hai qualcuno al tuo fianco. E sei spaventato dal futuro, quando probabilmente, data la tua incapacità di stare in compagnia di qualcuno, di accettare sacrifici e responsabilità e compromessi, sarai davvero solo. Solo come il coglione che sei e rimarrai.
DISPERCEZIONE – Simile al superomismo, ma più subdola. Esiste anche la temibile variante femminile. Paura di invecchiare e di vedere il proprio corpo cambiare, di sentirlo diverso. Non puoi più andare a letto alle tre ogni notte e svegliarti fresco come una rosa. Non puoi più sorridere alle ragazzine di quindici anni e sperare che ti facciano l’occhiolino. Adesso ti danno del lei. Sì amico mio sei tu quello allo specchio. Quello con le rughe sul viso e le occhiaie più profonde di un tempo.
E tu, amica mia (stavolta parlo a lei) che non sei stata benedetta da una quarta misura naturale ed antigravitazionale… Ebbene, amica mia, perché cazzo ti ostini a volerla a tutti i costi? Se non ti sei piaciuta fino ad ora, pensi che sia solo per quello? Credi che cambierebbe la tua vita adesso? Pensi che ti troveresti così a tuo agio col tuo nuovo decolté da strafiga? Non saresti sempre te stessa, coi tuoi limiti e le tue ansie e frustrazioni, che giochi a fare la femme fatale?
NOIA - Sei sempre scazzato. Non importa quel che stai facendo: sia che tu stia attraversando una fase creativa, una fase di espansività sociale, una fase di solitudine. Che tu stia mangiando, dormendo, cagando, trombando, poco conta. Sei sempre annoiato. Quel che stai facendo non ti interessa veramente. Vorresti fare qualcos’altro ma quando ti soffermi a pensarci ti rendi conto che ti annoierebbe comunque.
INDIGESTIONE - Ne hai fatte tante. Ne hai provate davvero di tutti i colori. Hai avuto mille donne (o uomini). Hai visto mille film e letto mille libri. Hai ascoltato tantissima musica. Hai consumato e poi buttato via senza mai apprezzare veramente canzoni, letture, visioni, giochi, momenti di intimità, persone, pensieri e riflessioni, stati d’animo, emozioni. Più ne hai provate e più ne vuoi. Più ne vuoi e meno ti bastano. La verità amico mio è che ne hai avute troppe, ne hai volute ancor di più, e ora non ti basta più nulla perché davvero non c’è più niente che ti piaccia. E ho un’altra pessima notizia per te: può solo peggiorare, se non ti metti l’animo in pace.
Di fronte a tutto questo, io dico: grazie, non ho fame. Non cerco niente di particolare, niente di irraggiungibile e irrealizzabile. Mi accontento di quel che ho e limito le mie ambizioni. Almeno, resto sempre me stesso. Non sarà granché ma non rischio di impazzire ogni volta che cambia il vento.
4 Comments
In verità (spero che) non t\’accontenti, se per accontentare intendi limitarti nei desideri. Non c\’è rassegnazione per i limiti tuoi e dell\’altro, quanto piuttosto anelito della finitezza umana. Baci.
Però certo prima mi lodi con "una che la sa lunga" e poi mi sbrodi con la storia della "femme fatale". Mando a monte la partita!
Dottò, ce le ho tutte!
Che ho vinto?
@ Lopez: ti lodo e ti sbrodo. Nessuno è perfetto, si sa.@ JiX: Tutta la mia solidarietà, chicco.